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I MISTERI DI IGOR 'IL RUSSO', PRESO IN SPAGNA

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Mesi e mesi di ricerche, poi la belva è stata presa in Spagna; non prima, però, di avere fatto altre tre vittime: due uomini della Guardia Civil e un allevatore, che, secondo una delle versioni dei fatti, stava portando gli agenti proprio sulle tracce di Norbert Feher, meglio noto alle cronache come Igor il russo.

Molti gli aspetti ancora da chiarire, anche della puntata finale di questo giallo. Alcune fonti parlano di un assalto di teste di cuoio ad un casolare di Cantavieja, nella provincia di Castellon, dove Igor si sarebbe andato a nascondere; altre di una cattura dopo un incidente occorsogli mentre fuggiva su un pick up.

Un uomo dai mille misteri, questo Igor, con una storia scritta col sangue e sull'acqua. Si spacciava per un veterano dell'Armata rossa. Non lo era, essendo peraltro serbo, di Subotica. Ma ha dimostrato di saper usare i "ferri" come un criminale non comune. Ecco: chi gli ha insegnato a sparare così bene? E poi: come è riuscito a scappare dall'Italia? Fonti di WikiLao ipotizzano perfino una fuga nascosto nel bagagliaio di una macchina.

In Spagna, viene poi spiegato, Igor ci è andato perché l'aveva già frequentata in passato. E' fluente nell'idioma locale (pare che parli anche diverse altre lingue); soprattutto, aveva amici lì. O, se non amici, perlomeno complici. Gente con la quale, in passato, ha fatto affari; affari criminali, si intenda.

La circostanza viene in qualche modo confermata da un fatto. Le ricerche del ROS dei Carabinieri, negli ultimi 4-5 mesi, si erano andate sempre più circoscrivendo alla Spagna. A Madrid, a Malaga, dove si sarebbero stanziate vecchie conoscenze del pluriomicida: serbi come lui, e alcuni maghrebini. A quanto pare antichi compagni di traffici di armi e droga.

Solo che, si fa notare, un uomo problematico come Igor, con le polizie di mezzo mondo alle calcagna, lo si ospita, lo si aiuta, solo ad alcune condizioni: se ne ha paura. O se ne rispetta lo spessore criminale al punto da ritenere un obbligo, quando non un onore, rischiare per servirlo. E non tradirlo. Come si fa con un boss. La rete di protezione internazionale della quale ha goduto Igor è forse il vero mistero dei misteri di questa truce vicenda.


15 dicembre 2017

GLI OLANDESI AVEVANO AVVISATO LA TURCHIA: 'NO A EVENTO DI MASSA A ROTTERDAM'

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"L'Europa è a pezzi", "ci sono fascisti che mettono a rischio tutti i musulmani che ci vivono". Sono le durissime parole pronunciate dai leader di Ankara nello scagliarsi contro i governanti che hanno impedito loro di condurre la campagna referendaria fra le comunità turche all'estero. 

I turchi sono chiamati a votare il 16 aprile sulla riforma costituzionale fortissimamente voluta dal presidente, Recep Tayyp Erdogan. Una riforma che gli concederebbe nuovi poteri.

La crisi è deflagrata quando le autorità dei Paesi Bassi si sono rifiutate di far atterrare l'aereo che trasportava il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, intenzionato a tenere un comizio a Rotterdam. La città olandese era stata poi raggiunta via terra dalla signora Fatma Betul Sayan Kaya, ministro per la famiglia del governo-Yildirim; anche a lei, però, veniva vietata la partecipazione alla manifestazione, attraverso una sorta di fermo di polizia (che ha coinvolto "erroneamente" anche alcuni diplomatici turchi), cui faceva seguito un provvedimento di espulsione.

Fonti di WikiLao riferiscono che "mediante i canali del caso", già a inizio mese, "le autorità olandesi avevano chiesto ai turchi di desistere dall'organizzazione
di un evento di massa a Rotterdam", considerato elemento di "possibile disturbo della quiete pubblica" in un Paese alle soglie delle importantissime elezioni politiche appena celebrate. Ignorato l'invito, si è quindi deciso di optare per la linea della fermezza, che ha portato agli stop a Cavusoglu e alla Kaya.

Le diplomazie occidentali sono al lavoro per tentare di ridurre lo strappo, "forse provocato da climi esasperati dalle campagne elettorali", spiega un diplomatico che parla a condizione che non si faccia il suo nome. L'auspicio è che si possa arrivare a ragionare. Anche in vista della stagione turistica che, in Turchia, richiama un gran numero di turisti olandesi.

Si sottolinea, però, "l'approccio ostile di Ankara". L'ambasciatore tedesco in Turchia è stato convocato dal governo, per fornire "spiegazioni" dieci volte in un anno e mezzo. La Germania, alla fine, ha fatto sapere: "via libera al referendum fra i turchi aventi diritto al voto residenti da noi (un milione e quattrocentomila), ma a determinate condizioni". Si esige da Ankara "una cooperazione costruttiva" con le autorità tedesche. E il rispetto delle leggi vigenti in Germania, con riferimento, in particolare, all'articolo 90 del codice penale, che punisce con pene fino ai tre anni chiunque insulti o diffami la Repubblica federale, i suoi Land, il suo ordine costituzionale, la sua bandiera, il suo inno o i suoi simboli.

(Foto: ANSA/AP Photo/Emrah Gurel)


15 Marzo 2017

'STRAPPEREMO MOSUL ALL'ISIS ENTRO MAGGIO'

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In Iraq i governativi continuano l'avanzata anti-islamista nei quartieri occidentali, assumendo il controllo della stazione ferroviaria, da tempo in disuso.
Dal 19 febbraio "sono stati uccisi 700 combattenti dell'ISIS", ha asserito il generale Maan Saad.

Secondo più fonti interpellate da WikiLao la fine dell'era del Califfato, a Mosul, è imminente. Ma gli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi, si afferma, “venderanno cara la pelle” e, vedendosi perduti, potrebbero abbandonarsi ad “azioni drammatiche e plateali”.

Che, ad esempio, i miliziani dell'ISIS dispongano di sostanze con le quali condurre “operazioni non convenzionali” viene dato per sicuro, sebbene nessuno sia stato ancora in grado di accertare con certezza la natura di un attacco che, alcuni giorni fa, ha portato al ricovero ospedaliero di quindici persone, con “sintomi apparentemente compatibili” con quelli di “una certa esposizione a sostanze chimiche”.

In ogni caso, viene fatto notare, la resa dei conti finale, a Mosul, vedrebbe a rischio “centinaia di migliaia di persone, intrappolate in zone al momento inaccessibili”. Gli sfollati sono, fin qui, sessantamila, ma ci si prepara a soccorrere “fino a 400mila abitanti della città”.

Tutto potrebbe concludersi per la fine di maggio. Tanto che il primo ministro iracheno Haider al Abadi vorrebbe annunciare la riconquista di Mosul al G7 di Taormina, in programma il 26 e il 27 di quel mese.


13 Marzo 2017

(Foto: ANSA/EPA)

IL KEYSER SOZE DEL PETROLIO DELL'ISIS

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Si fa chiamare Abdul Latif il misterioso uomo-chiave del petrolio dell'ISIS. Fonti qualificate di WikiLao riferiscono che si tratta di un turco con agganci importantissimi nel suo Paese e una grande capacità di triangolazioni con società vere ma anche esistenti solo sulla carta.
 
Questo Abdul Latif, in combutta con diversi altri uomini di affari, controllerebbe - o avrebbe controllato - la gran parte dei traffici di greggio dell'ISIS risultandone addirittura "il primo acquirente".
 
Abdul Latif, una specie di Keyser Soze per le intelligence di mezzo mondo, sarebbe però nei guai. I partner principali del suo business, i ceffi d'oltre frontiera, lo avrebbero messo alle strette, intimandogli di trovare una maniera per convincere Ankara ad ammorbidirsi con l'autoproclamato Califfato, consentendogli, fra l'altro, di continuare a gestire il traffico di oro nero. Una strada che pare non percorribile. 
 

26 Gennaio 2017