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TOR BELLA MONACA/1: SPACCIO PER 25 MILIONI ALL'ANNO

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Quanto vale, sul mercato criminale della droga, la piazza di spaccio di Tor Bella Monaca? Fonti qualificate di WikiLao stimano: "rende circa 25 milioni di euro all'anno; denari spartiti da una decina di gang di strada". La cifra a sei zeri cozza con le condizioni del Municipio, il più povero di Roma. 
 
Ci vivono 28mila persone a Tor Bella Monaca, che deve il suo nome a Santa Rita da Cascia. La leggenda narra abbia dormito in queste zone che, nel 1450, erano di aperta campagna. Dove c'è l'acqua santa, però, c'è sovente anche qualche demone, si rileva, evidenziando un dato: più del 60 per cento degli abitanti di Tor Bella Monaca è stato toccato, nella sua vita, da misure giudiziarie.
 
La maggior parte di queste persone risiede nella zona delle Torri, quella delle vie con i nomi di Ferruccio Mengaroni, Ferdinando Quaglia, Giovanni Battista Scozza, San Biagio dei Platani, per intenderci.
 
Secondo fonti qualificate, in dodici mesi di attività - Pasqua, Natale, Capodanno compresi - un solo boss si mette in tasca più o meno due milioni di euro, tra smercio di cocaina, hashish e marijuana.
 
Totale riecheggiato pure nelle intercettazioni dell'operazione R9 (uno dei numeri che identifica i comprensori abitavi di Tor Bella Monaca) portata a termine dalla Squadra mobile della polizia nel 2016. 
 
A Tor Bella Monaca il crimine dà lavoro. Come fare "impresa" l'ha insegnato Scampia, zona di Secondigliano, a nord di Napoli. Dosi di droga da poter comprare si trovano a tutte le ore. L'attività è gestita da famiglie che intrecciano rapporti, anche di parentela, con soggetti di camorra, mafia e 'ndrangheta. Dove spaccia chi è stabilito con stradario e armi alla mano. Ciascun gruppo controlla una via, da un civico all'altro. Se qualcuno viene ammazzato, spesso è perché non ha pagato la sostanza comprata a credito dal suo spacciatore (qualche anno fa un pusher-killer di 18-20 anni premeva il grilletto per un debito di appena 500 euro). O per un cambio al vertice di una banda che lascia un vuoto che qualcuno vorrebbe colmare a discapito di altri. Si ammazza pure perché c'è stato uno sgarro che va vendicato. 
 
I clan tendono a convivere, perché la pax mafiosa fa comodo a tutti, copre meglio il malaffare. Il clima, però, è da 'guerra fredda': arsenali ed 'eserciti' servono a farsi vedere pronti a tutto per riempire quegli spazi che si creano dopo le retate delle forze dell'ordine. Nel 2017, a Tor Bella Monaca, ci sono state oltre cinquanta operazioni di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, includendo quei controlli nei quali, per esempio, viene acciuffato il piccolo spacciatore di 16 anni, il corriere che porta pacchi di hashish da un via all'altra o chi nasconde la cocaina in una lattina di Coca Cola o sotto la ruota di un'auto in sosta.
 
26 Gennaio 2018