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BREXIT/1: LA DEBOLEZZA DI CAMERON

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Brexit: ci sono i sondaggi, certo, che continuano a monitorare soprattutto la percentuale degli indecisi, però nella terra dei bookmakers anche a loro si guarda per tentare di capire cosa succederà il 23 giugno.

Il sì alla Brexit era in forte crescita, ma il vento pare essere cambiato con il traumatico evento dell'assassinio di Jo Cox, la deputata inglese contraria all'uscita del Regno Unito dall'UE uccisa nei pressi di Leeds a una settimana dal voto. Sin dalle ore immediatamente successive alla tragedia, la forbice in-out è tornata ad allargarsi.

Rileva un diplomatico europeo di lungo corso: "è molto triste doverlo notare, ma il dramma-Cox ha aggiunto alla campagna del 'Remain' un peso emozionale che fino ad ora le era mancato", e che "mai nessuno, ovviamente, avrebbe voluto legato ad un assassinio". David Cameron, principale campaigner della permanenza nell'UE, "ha sempre risposto ai toni improntati all'orgoglio nazionalistico con una linearità grigia" che "lo ha fatto apparire come un estremo difensore dei potentati locali e globali". In altre parole: "il primo ministro ha dato l'impressione di soffrire la pressione degli ambienti della City", che prima hanno paventato il taglio di decine di migliaia di posti di lavoro e poi, in un'escalation di warning, hanno ipotizzato scenari sempre più apocalittici, in caso di Brexit. "Cameron è parso andare dietro ad un certo isterismo dell'alta finanza, ad un certo punto criticato anche dalla stampa inglese, arrivando a parlare di rischi di una guerra mondiale", "cosa che, di fronte ad un referendum da egli stesso evocato, è quantomeno singolare", viene aggiunto.

La debolezza del premier britannico, fra l'altro, deriva da alcune promesse non mantenute, come quella di contenere sotto la soglia dei 100mila all'anno gli arrivi di migranti nel Regno Unito.

La campagna, dopo lo choc per l'assassinio di Jo Cox, è al rush finale. Gli osservatori, "dato l'embodiment dell'antipolitica nel referendum", si mantengono cauti e rilevano: "sarà molto importante l'orientamento degli ultrasessantenni, fra i quali c'è una tradizione di massiccia affluenza alle urne". Fra di essi il no all'Europa viene dato a livelli percentuali alti.

(Foto: ANSA/EPA/Facundo Arrizabalaga)

18 Giugno 2016