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CRESCE L'IMPEGNO ITALIANO NEL CORNO D'AFRICA

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Prima missione per il Predator italiano distaccato a Gibuti con settanta addetti (e con un apparecchio gemello). Si prevedono due voli a settimana per i droni dell'Aeronautica Militare che si aggiungono ai diciassette - americani - già presenti nel piccolo ma strategicamente importantissimo Paese del Corno d'Africa.

Gli aerei senza pilota italiani sono impiegati nell'ambito di Atalanta, l'operazione antipirateria dell'Unione Europea che da alcuni giorni è sotto il comando del contrammiraglio Guido Rando. Fonti qualificate, però, riferiscono a WikiLao che sono chiamate ad assolvere anche a funzioni di intelligence connesse all'attività dell'EUTM, in Somalia.

Per rafforzare la polizia di Mogadiscio i Carabinieri sono pronti ad una nuova sessione di addestramento con la quale, come già successo l'anno scorso, si punta a formare (a Gibuti) duecento agenti. Le lezioni dovrebbero cominciare nell'autunno. L'Italia avrebbe manifestato anche la disponibilità a riprendere corsi in Italia - anche all'Accademia di Modena - per i dirigenti della polizia e delle forze armate del Paese, con la fornitura di altro equipaggiamento.

L'esercito somalo è formato ufficialmente da 20mila militari, ma, stando a quanto risulta a WikiLao, gli effettivi sarebbero assai di meno (circa la metà). Secondo un rapporto riservato, sarebbe riuscito a liberare dieci città occidentali che erano state prese dagli Shabaab solo grazie al supporto operativo del contingente etiope.

(Foto: Aeronautica Militare)

9 Agosto 2014